A un anno dal ritorno alla Casa del Padre di Papa Francesco, vogliamo celebrare un’eredità che pulsa viva nel cuore della Chiesa. Lo ricordiamo come il “Papa della Misericordia” colui che ha tolto la polvere dalle strutture per rimettere al centro il volto dell’uomo. Francesco non ci ha lasciato solo documenti, ci ha consegnato un alfabeto sempre nuovo, quello del Vangelo di Gesù. In un mondo frammentato dai conflitti, la sua voce si è levata instancabile per ricordarci la fraternità universale. Non come una utopia, ma come l’unico cantiere possibile per la pace. Ci ha chiesto di abitare “le periferie dell’esistenza”: la solitudine dei nostri anziani, l’incertezza dei giovani, il grido di chi non ha voce. Nel nome di quella tenerezza misericordiosa che non esclude nessuno, Papa Francesco è passato tra noi come un pellegrino di speranza. A noi oggi spetta il compito di non smarrire la strada che ci ha indicato con tenacia e franchezza evangelica.
+Davide Carbonaro OMD
Arcivescovo Metropolita
Di Potenza Muro Lucano Marsico Nuovo
Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata

