Festino di San Vito: mons. Carbonaro, “non dobbiamo temere la secolarizzazione, la fede dei semplici genera i giganti”

“Non dobbiamo temere la secolarizzazione, come Vito non temette il paganesimo”. Lo ha affermato mons. Davide Carbonaro, arcivescovo di Potenza, presiedendo a Mazara del Vallo la celebrazione eucaristica per il Festino di San Vito Martire, concelebrata dal vescovo diocesano mons. Angelo Giurdanella, alla presenza delle autorità civili e militari. “I martiri sono liberi, miti, pacifici, perché non staccano i loro occhi da Cristo”, ha sottolineato Carbonaro, invitando a ritrovare “i tratti della nostra umanità che si va esaurendo dietro l’effimero e l’apparente”. Richiamando la trasmissione della fede, l’arcivescovo ha osservato che “al Signore non servono le masse esaltanti, o esaltate, ma il lievito di speranza riposto in pochi che fanno fermentare la massa”. Secondo Carbonaro, “certa cristianità finisce”: quella concentrata sulla tutela del “sacro identitario”, sulle forme esteriori e sulla nostalgia del passato. Evangelizzare, ha spiegato, significa invece riconoscere “i semi del Regno già presenti nelle persone, nelle relazioni, nelle domande di senso, nella ricerca di giustizia e nella solidarietà”. Da qui l’invito a superare “i profeti di sventura” e gli “indietrismi” che interpretano ogni cambiamento come una sconfitta. “La vera fede – ha concluso – nasce quando cammino oggi al passo di Gesù Cristo e del suo Vangelo”.