A Potenza nella Solennità di San Gerardo vescovo Mons. Carbonaro ordina cinque nuovi diaconi

“Il titolo speciale del diaconato in Cristo con il quale vi rivestite non è un onore personale, né il frutto di una preparazione accademica, né un piccolo potere con il quale ritagliare uno spazio in mezzo al popolo di Dio”. È il richiamo rivolto da mons. Davide Carbonaro, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, ai nuovi diaconi ordinati ieri, 30 ottobre, a Potenza, durante la celebrazione della solennità di San Gerardo vescovo, patrono della diocesi. Nell’omelia, il presule ha ricordato che il ministero diaconale nasce dalla chiamata dello Spirito e dalla comunione ecclesiale: “È il segno della profonda comunione con il vescovo: con lui custodite quell’amore che rigenera i fratelli; con lui, mai senza di lui, annunciate il mistero pasquale che prende volto nei poveri”. Ai nuovi ordinati ha affidato tre consegne: amare e custodire la Parola di Dio, essere testimoni ed educatori nelle proprie famiglie e nelle comunità e vivere il servizio senza competizioni o ricerca di riconoscimenti personali. È in questo orizzonte che si colloca l’invito del vescovo: “Non siete proprietari del sacro, ma custodi del bene che germoglia con pazienza nel cuore dei piccoli”. Richiamando la figura di san Gerardo, mons. Carbonaro ha invitato i diaconi a coltivare un cuore “Giusto, casto, umile, benigno, mansueto”, facendo della generosità e della pazienza i tratti distintivi del ministero. Un servizio da vivere in comunione con i presbiteri e con tutto il popolo di Dio. Ai fedeli, infine, il vescovo ha chiesto di accompagnare i nuovi diaconi: “aiutateli nel loro ministero, non esasperate la loro missione”, contribuendo a costruire “la bellezza dell’unità nella diversità dei carismi e dei ministeri”. San Gerardo, ha concluso, rappresenta per la Chiesa locale non soltanto una memoria del passato, ma una testimonianza capace di orientarne “il suo presente e il suo futuro”.