๐“๐ฎ๐ญ๐ž๐ฅ๐š ๐ฆ๐ข๐ง๐จ๐ซ๐ข: ๐ฅ๐ž ๐‹๐ข๐ง๐ž๐ž ๐ ๐ฎ๐ข๐๐š, ๐ฎ๐ง๐จ ๐ฌ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ข๐š๐œ๐ช๐ฎ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐‚๐ก๐ข๐ž๐ฌ๐š ๐ข๐ง ๐ˆ๐ญ๐š๐ฅ๐ข๐š

Le Linee guida della Conferenza Episcopale Italiana per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili hanno rappresentato uno spartiacque decisivo, diventando โ€œun riferimento necessario per una presa di coscienza matura, il rinnovamento della comunitร  ecclesiale e il superamento di atteggiamenti di chiusura e autodifesaโ€.
Lo ha sottolineato ๐ฆ๐จ๐ง๐ฌ. ๐†๐ข๐ฎ๐ฌ๐ž๐ฉ๐ฉ๐ž ๐๐š๐ญ๐ฎ๐ซ๐ข, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, aprendo a Roma il ๐ˆ๐ˆ ๐ˆ๐ง๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž ๐๐ž๐ข ๐ซ๐ž๐Ÿ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ญ๐ข ๐ญ๐ž๐ซ๐ซ๐ข๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š๐ฅ๐ข ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐š ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ž๐ฅ๐š, dedicato al tema โ€œRispetto. Generare relazioni autenticheโ€.
Ripercorrendo il cammino compiuto dalla Chiesa in Italia, mons. Baturi ha evidenziato la necessitร  di una โ€œnuova visioneโ€, capace di creare ambienti sicuri e promuovere una cultura della prevenzione. I principi guida, ha spiegato, indicano criteri e limiti chiari, orientando azioni concrete e responsabilitร  condivise.
In questi anni, ha ricordato, โ€œla volontร  della suprema autoritร  di assumere con decisione e in modo diretto la lotta contro gli abusiโ€ ha rafforzato lโ€™impegno normativo e procedurale della Chiesa, che deve sempre coniugare lโ€™accertamento della veritร  con un cammino piรน ampio di rinnovamento e conversione.
Accanto alla dimensione normativa, รจ centrale la cura delle relazioni. Come ha ricordato Chiara Griffini, presidente del Servizio Nazionale per la tutela dei minori, โ€œla cura della relazione rappresenta la prima e fondamentale forma di prevenzione rispetto a ogni tipologia di abusoโ€. Per questo, la formazione deve diventare un processo continuo, accompagnato da ascolto e cura delle vittime e dei sopravvissuti.
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Sul versante della lotta agli abusi su minori e adulti vulnerabili da parte di chierici, leย Linee guidaย della Conferenza Episcopale italiana, approvate nel 2019 e firmate insieme alla Conferenza Italiana Superiori Maggiori, hanno rappresentato uno spartiacque importante, diventando โ€œun riferimento necessario per una presa di coscienza matura, il rinnovamento della comunitร  ecclesiale e il superamento di atteggiamenti di chiusura e autodifesaโ€. Lo ha sottolineato Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, intervenendo al 2ยฐ Incontro nazionale dei referenti dei Servizi territoriali per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili che si apre oggi a Roma (fino a sabato 18) sul tema โ€œRispetto. Generare relazioni autenticheโ€.
Nella sua prolusione, Mons. Baturi ha ripercorso il cammino compiuto dalla Chiesa in Italia, soffermandosi in particolare sulla โ€œnuova visioneโ€ e sulle nuove dinamiche introdotte dalleย Linee guida, che hanno ridefinito e rilanciato lโ€™impegno della Chiesa nel creare ambienti sicuri e promuovere una cultura della prevenzione e della tutela. โ€œIl valore dei principi guida โ€“ ha rilevato โ€“ consiste nellโ€™indicare criteri generali e obiettivi programmatici dotati per loro natura di una forza di espansione, in grado di coinvolgere azioni e persone, e di indicare limiti che non รจ lecito oltrepassareโ€.
Non solo: โ€œin questi anni la volontร  della suprema autoritร  di assumere con decisione e in modo diretto la lotta contro gli abusi sessuali di chierici nei confronti dei minori ha avuto lโ€™effetto di accrescere il peso e lo spazio dellโ€™intervento penale nella Chiesa, sia in termini di procedura che di normativaโ€, ha ricordato Mons. Baturi evidenziando che โ€œanche lโ€™intervento penale della Chiesa deve sapersi concepire come percorso severo e puntuale di accertamento della veritร  e di punizione del reo, allโ€™interno di un piรน ampio cammino penitenziale di rinnovamento e conversioneโ€.

Come indicato dalleย Linee guida, la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili riguarda lโ€™intera comunitร  ecclesiale. Il ruolo del Vescovo, ha osservato infatti Mons. Baturi, โ€œdeve essere collocato in un quadro piรน ampio e articolato, nel quale รจ tutta la comunitร  dei chierici e dei fedeli laici a dover essere coinvolta nellโ€™impegno a fronteggiare la tale feritaโ€. In questโ€™ottica, i Servizi regionali e diocesani, ormai presenti in tutte le Diocesi, โ€œsono chiamati non a sostituire gli Ordinari nelle loro responsabilitร , ma a supportarli attraverso competenze e professionalitร  educative, mediche, psicologiche, canonistiche, giuridiche, pastorali e di comunicazioneโ€, contribuendo โ€“ in sinergia con il Servizio Nazionale per la tutela dei minori, โ€œa diffondere una cultura della prevenzione, fornire strumenti di informazione, formazione e protocolli proceduraliโ€.
Nel suo intervento, il Segretario Generale della CEI si รจ quindi soffermato sullโ€™importanza dellโ€™azione di accompagnamento che leย Linee guidaย definiscono: la โ€œresponsabilizzazioneโ€ dei colpevoli; la โ€œrichiesta di perdono e di riconciliazioneโ€ in quanto โ€œla possibilitร  del perdono, chiesto e donato, tende a realizzare la vera giustiziaโ€ anche se โ€œnon รจ, non puรฒ mai rivelarsi, un modo per eludere le conseguenze anche giudiziarie delle proprie azioniโ€; la โ€œriparazioneโ€ e la decisione di un cammino di cura psicologica e sostegno spirituale, questione che โ€œriguarda relazioni proiettate fondamentalmente verso il futuro e con un forte orientamento alla prevenzioneโ€.
In questโ€™ottica, ha affermato, ci sono alcune parole che devono caratterizzare la lotta agli abusi, un impegno che chiama in causa tutti: โ€œveritร , richiamo alle responsabilitร , pentimento, consapevolezza, incontro, riconciliazione, riparazione, accoglienza, memoria, tenerezza, relazioneโ€.

โ€œCiรฒ che emerge con chiarezza dalla letteratura scientifica รจ che la cura della relazione , la competenza relazionale, rappresenta la prima e fondamentale forma di prevenzione rispetto a ogni tipologia di abusoโ€, ha detto Chiara Griffini, presidente del Servizio Nazionale per la tutela dei minori, sottolineando che โ€œil Safeguarding non puรฒ restare un ambito specialistico, separato o delegato a pochi, ma รจ chiamato a diventare parte dellโ€™ethos quotidiano delle nostre comunitร  cristiane, una missione comunitaria permanente, dimensione strutturale e ordinaria della vita ecclesialeโ€. Ecco allora la necessitร  di proseguire sulla strada intrapresa, con un rinnovato slancio nella โ€œsensibilizzazione culturaleโ€ sulla tutela โ€œa partire dallโ€™ascolto di chi nella comunitร  รจ stato feritoโ€ e nella formazione. Questโ€™ultima, ha chiarito Griffini, non รจ โ€œun evento isolato, ma un processo continuo che aiuta le persone e le comunitร  a riconoscere i segnali di disagio, a nominare ciรฒ che non funziona e ad assumere responsabilmente il proprio ruolo nelle relazioni, aumentandone la competenza relazionaleโ€. Tuttavia, ha aggiunto, โ€œnon basta formare, รจ necessario accompagnareโ€. โ€œLa formazione โ€“ ha spiegato โ€“ deve aprire a spazi di tutela permanente, nei quali la verifica continua di quanto attuato consenta un miglioramento progressivoโ€. Infine, sono fondamentali โ€œlโ€™ascolto e la curaโ€ delle vittime e dei sopravvissuti. โ€œIl mandato affidatoci โ€“ ha concluso la presidente del Servizio CEI โ€“ รจ quello di essere mani tese, capaci di reggere il peso della sofferenza e di indicare cammini di veritร  e di giustizia che riaprano il futuroโ€.