Pellegrinaggio giubilare UNITALSI a Pompei

Ciro Fanelli

Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa

L’evento del Giubileo è caratterizzato dalla prassi del pellegrinaggio che ha attraversato i secoli e che rivela ancora oggi una carica valoriale ed emotiva notevole, anzi rinnovata. Il pellegrinaggio si presta a evidenziare in modo simbolico, metaforico ed esperienziale i contenuti salvifici del cristianesimo, divenendo proposta preziosa anche per la pastorale delle comunità ecclesiali.

L’intento del nostro annuale pellegrinaggio UNITALSI a Pompei, in concomitanza con l’anno giubilare, è  quello di mettersi in cammino con Maria, custodendo e meditando nel cuore (Lc 2,19) i molteplici aspetti della speranza in Cristo, riflessi nella vita del popolo di Dio (Mt 5,14; Gv 12,36; Fil 2,15; 2Pt 1,19).

Fino al giorno in cui il Signore non verrà nella gloria – afferma la Lumen gentium – il cristiano è un esule e un pellegrino su questa terra, nell’attesa dell’incontro con Lui. La Chiesa, pertanto, Popolo di Dio in cammino nella storia, mentre «compie su questa terra il suo pellegrinaggio lontana dal Signore (cf. 2 Cor 5,6), guarda a Maria come segno di Speranza e sicura consolazione. Con Maura la chiesa come “un esule, e cerca e pensa alle cose di lassù, dove Cristo siede alla destra di Dio, dove la vita della Chiesa è nascosta con Cristo in Dio, fino a che col suo sposo comparirà rivestita di gloria».

La Beata Vergine Maria, la figlia di Sion, è inizio e segno, sulla terra, del Regno di Dio che si è compiuto in Cristo, la cui piena realizzazione celebriamo nella fede e attendiamo nella speranza. In questo senso, il pellegrinaggio è metafora del nostro essere Chiesa, ma è anche immagine di ciò che deve costituire l’essenza del cristianesimo: non una dottrina astratta o una spiritualità individualistica date una volta per tutte o una sicurezza religiosa in cui «sistemarsi», ma una fede in cammino, un cristianesimo nomade, abitato dalla inquietudine delle domande dell’uomo e della storia, segnato dal peregrinare continuo.

Così, il nostro pellegrinaggio della nostra terra di Basilicata verso Pompei, casa di spiritualità e tempio di carità, secondo il disegno di San Bartolo Longo, non è soltanto uno spostamento fisico verso un “luogo” che suscita in tutti noi sentimenti di devota attrazione, ma vuole essere  un percorso di rinnovamento spirituale che diventa icona del viaggio che ogni persona compie nella propria vita e metafora del cammino della fede. Mettersi in cammino è tipico di chi va alla ricerca del senso della vita. In questa prospettiva, è importante che il significato autentico del pellegrinaggio venga riscoperto nella sua prospettiva antropologica, biblica e teologica, cercando di affrontare l’interrogativo pastorale fondamentale. Alla Vergine di Pompei vogliamo chiedere il dono di grazia di rendere questo nostro pellegrinaggio metafora e icona del nostro camminare verso Dio, così da diventare esperienza di fede.

A me e voi, in cammino verso la valle di Pompei, dove Maria ha voluto stabilire il suo trono di regina e madre di misericordia, consegno una parte di una stupenda preghiera di Don Tonino Bello, affinché la Vergine Maria ci aiuti sempre a vedere nelle nostre giornate, anche in quelle buie e prive di prospettive, risplendere la luce di Cristo:

Santa Maria, Vergine del mattino, donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell’ aurora, le speranze del giorno nuovo. Ispiraci parole di coraggio. Non farci tremare la voce quando, a dispetto di tante cattiverie e di tanti peccati che invecchiano il mondo, osiamo annunciare che verranno tempi migliori. Non permettere che sulle nostre labbra il lamento prevalga mai sullo stupore, che lo sconforto sovrasti l’operosità, che lo scetticismo schiacci l’entusiasmo, e che la pesantezza del passato ci impedisca di far credito sul futuro. (…). Rendici cultori delle calde utopie dalle cui feritoie sanguina la speranza sul mondo. Aiutaci a comprendere che additare le gemme che spuntano sui rami vale più che piangere sulle foglie che cadono. E infondici la sicurezza di chi già vede l’oriente incendiarsi ai primi raggi del sole. Buon cammino! Il Signore benedica i nostri passi.

Melfi, 26 ottobre 2025.