Si compiono quest’anno trecento anni dalla Nascita e dal Battesimo di San Gerardo Maiella,avvenuti rispettivamente il 6 ed il 23 aprile del 1726, durante la settimana di Pasqua. Il Santo nacque e visse ventitrè dei ventinove anni della sua esistenza a Muro Lucano,oggi nella nostra Arcidiocesi. La sua nascita e la sua rinascita in Cristo durante la settimana pasquale, sono preludio al mistero che accompagnerà Gerardo lungo la sua breve vita nella quale l’uomo della passione per Cristo fu trasformato nel santo della Pasqua.
Tra lenostre contrade e dall’affetto materno carico di Vangelo e di Pietà, Gerardo modellò il suo amore e la sua dedizione alla Madre di Dio, che plasmò il suo cuore,come un giorno, Ella, nella cittadina di Nazareth, ebbe a custodire e far crescere in sapienza e grazia il suo Figlio Gesù (Cf. Lc 2,52). La santità di Gerardo nel terzo millennio ci richiama al Vangelo del Signore, vissuto per strada, tra le fragilità e le speranze, incarnato nei segni della sofferenza e delle privazioni che colpirono le nostre genti e continuano a segnare la nostra storia. La cura e la custodia della piccolezza del cuore lo fecero assomigliare ai “Poveri di Dio”, di cui le pagine bibliche ci offrono numerosi esempi. La sua maturità interiore s’impresse in modo indelebile nella memoria del popolo di Dio il quale comprese che, Gerardo “pazzarello” agli occhi degli uomini, fu il “folle innamorato di Dio” agli occhi suoi. Il desiderio della santitànon come alienazione ma come relazione profonda con il Dio di Gesù Cristo e con il prossimo, divenne la motivazione per eccellenza che accarezzò e consolò il cuore di Gerardo. È nota l’espressione riferita a sua madre prima di lasciare Muro alla volta della Congregazione dei fratelli del Santissimo Redentore, fondata da sant’Alfonso Maria de Liguori (1696-1787): “Vado a farmi santo”. Gerardo lascia per ritrovare,come Gesù promette nel Vangelo (Cf. Mt 16,25), senza compromessi, con un cuore libero che gli fa dire ancora: “Che ci stiamo a fare qui se non ci facciamo santi”. La cura del suo interno gli permise di accostare l’esterno di quanti erano alla ricerca di Dio. Cucì addosso ai cercatori di misericordia, poveri e nobili che fossero, il “vestito nuovo” dell’uomo salvato da Cristo, redento dalla sua Pasqua di morte e resurrezione.Così,il “Sarto di Muro”, divenne il “Discepolo del Regno” che: “Non cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio allargando lo strappo” (Cf. Cf Mc 2,21)ma mette insieme i pezzi dell’esistenza nuova dei figli, amati e redenti:“Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo” (Gal 3,27). I sentimenti di Gerardo furono quelli di Gesù: “Misericordia, bontà, umiltà, mansuetudine, pazienza” (Cf. Col 3,12).Questo profondo atteggiamento dell’animo gli permise di “vedere Dio ovunque” e di attivare lo sguardo sponsale che lo rese simile al suo Signore,“Il Compassionevole”.L’iconografia ci ha trasmesso il volto di Gerardo emaciato, accompagnato dai segni della penitenza che egli abbracciò per amore e con allegrezza. Quei tratti sono figli della spiritualità del tempo che non nascondono la robusta statura spirituale del nostro santo. I biografi della prima ora ce lo presentano con un carattere “forte e fermo nei propositi e di singolare rigore”, ma anche “lieto e affidabile”, sempre pronto a fare “allegramente la volontà di Dio”. Uomo di pace perché dal cuore pacificato, senza rancore,eppure le ferite dell’incomprensione, del giudizio e della calunnia, non lo abbandonarono mai. Sopportò tutto con profonda obbedienza e coerente umiltà del cuore,anzi,spesso le umiliazioni pubbliche furono occasioni “che stimolavano a parlar di Dio”, e tutto perché, come afferma l’Apostolo Paolo: “Sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa”(Col 1,24).
Questo “Anno Giubilare Gerardino” che si apre ancora all’insegna del mistero pasquale, che racchiude il compimento della nostra Resurrezione in Cristo per il Battesimo, rimette le nostre Chiese in cammino sui passi della santità di Gerardo,soprattutto in questo tempo segnato da tante difficoltà nazionali e internazionali. Il1rischio delle frammentazioni e dell’individualismo come malattia dell’anima, le utopie del potere, l’egoismo economico, l’efficientismo autoreferenziale e la perdita di orientamenti etici, soprattutto nel favorire l’industria delle armi, sono generatori di un malessere universale, che pone l’umanità contro se stessa, accentuando divisioni e privilegi di pochi nei confronti di nazioni povere e sfruttate. Tutto questo richiede la sana “medicina del Vangelo” che san Gerardo trasmise e amministrò con la semplicitàdella sua vita e con la coerenza del cuore. Le celebrazioni gerardine ci permettono di riscoprire questa coerente e semplice rilettura del Vangelo attraverso le nostre vite.“Il pellegrinaggio” più bello che Gerardo ci chiede è quello del cuore, dove apprendiamo a rimettere in sintonia le nostre scete con il Vangelo, imparando a servire come lui ha fatto il Signore e i fratelli. Tante iniziative saranno certamente prese dalle nostre Chiese di Basilicata e sarà una opportunità per dire che la memoria di chi ha speso la vita per Cristo, è ancora viva. Lo stesso Papa Leone ha concesso una speciale Indulgenza Plenaria per chi visiterà con fede e sincero desiderio di conversione, i luoghi che trasmettono la memoria gerardina insieme alle Cattedrali delle Diocesi di Basilicata,alle condizioni stabilite dalla Penitenzieria Apostolica.
Ai Fedeli e ai Pastori dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo,chiedo di animare pellegrinaggi e momenti di conoscenza della vita del nostro Santo soprattutto per le giovani generazioni, in alcuni luoghi significativi della nostra Arcidiocesi che ne custodiscono la memoria. Innanzitutto la cittadina di Muro che vide i natali del Santo e l’inizio della vita di Grazia attraverso il santo Battesimo e gli altri Sacramenti dell’Iniziazione cristiana. I pellegrinaggi in questi luoghi tengano presente il dono della nostra Fede da custodire e trasmettere come il dono più prezioso che abbiamo.Poi,il Santuario della Madonna delle Grazie a Capodigiano: in questa chiesa risalente al XII-XIII secolo, la tradizione colloca uno dei segni più celebri dell’infanzia di san Gerardo Maiella, patrono delle mamme e dei bambini. Si narra che il Bambino Gesù,scendendo dalle braccia della statua di Maria, si fermasse a giocare con Gerardo,consolando la sua solitudine e offrendogli “un panino bianco dal cielo”. Vi chiedo,in questo luogo, di sostare davanti a Gesù Eucarestia e di esprimere in collaborazione con la Caritas Diocesana, segni concreti di carità soprattutto per i bambini segnati dalla malattia e dalla guerra. Tra i luoghi gerardini va annoverato il Convento dei Cappuccini a Vietri di Potenza che custodisce il Crocifisso realizzato dallo stesso san Gerardo:recarsi pellegrini in questo luogo esprime la partecipazione concreta alla sofferenza redentrice di Cristo e può diventare itinerario penitenziale per le nostre comunità.Infine, le cronache ci trasmettono la presenza di san Gerardo a Castelgrande dove intervenne in una lite familiare. Qui il pellegrinaggio diventi richiesta insistente al Signore perché conceda il“Miracolo della pace” nelle famiglie e tra i popoli.
Carissimi ne siamo certi san Gerardo fu attratto da Cristo e attirò molti a lui. Chiedo ai sacerdoti che nel loro servizio ecclesiale, siano uomini che non attraggano a sé ma,custodendo il ministero che è stato loro donato per l’imposizione delle mani, si facciano strumento dell’Amore che ci precede e ci accompagna. A tutta la Chiesa diocesana e agli uomini e donne di buona volontà, chiedo di saper tessere relazioni autentiche,improntate sulla stima reciproca e sul desiderio di fraternità. Niente ostacoli i nostri passi sulla via della pace che nasce tra le parrocchie, le famiglie, le istituzioni pubbliche. Gerardo che servì con passione e dedizione questa nostra terra lucana, sia ancora davanti al Signore Gesù, nostro fraterno custode e sollecito protettore.
Potenza 2 Aprile 2026 Giovedì Santo
+Davide Carbonaro OMD
Arcivescovo Metropolita
di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo
Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata
San Gerardo Maiella
custode dei piccoli e dei poveri
innamorato di Cristo e della Chiesa,
noi guardiamo a te
servo dagli occhi limpidi
rivestito di evangelica bellezza.
Le tue mani ci portino a Cristo,
tu padre della vita spezzata per amore,
c’insegni il segreto del Pane dei figli.
Sostienici nella fatica dei giorni,
luce alla volontà dell’Altissimo,
riflesso del cuore docile,
cantore di speranze mai deluse.
La Madre di Dio che scegliesti sposa,
custodisca relazioni vere,
risani i conflitti,
serva la pace.
Gerardo,figlio della nostra terra:
Stringi a te i sofferenti,
sii la carezza di Dio
per i bambini e i giovani,
benedici ogni grembo materno,
aprici la strada del Cielo.
Amen


