Archivi della categoria: Dalle diocesi

LA CARITAS E’ OPERATIVA A SOSTEGNO DEI BISOGNOSI

Più che mai la Caritas dell’arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo è operativa per portare il proprio sostegno ai bisognosi. Sono regolarmente aperti, con le dovute precauzioni dettato del Decreto emanato dal Consiglio dei Ministri, il servizio di distribuzione alimentare e l’emporio. Inoltre gli anziani soli continueranno a ricevere il sostegno necessario direttamente presso le proprie abitazioni. […]

https://www.arcidiocesipotenza.it/caritasbisognosi/

Messaggio per la QUARESIMA di S.E. Mons. Francesco SIRUFO

    Prima riflessione per la Quaresima dell’Arcivescovo Mons. Francesco Sirufo     Le pietre, il pane e la Parola   Carissimi, vi saluto con vero affetto e cristiana comunione. Dal Mercoledì delle Ceneri è iniziata per noi cristiani cattolici … Continua Messaggio per la QUARESIMA di S.E. Mons. Francesco SIRUFO »

http://www.diocesiacerenza.it/site/2020/03/12/messaggio-di-s-e-mons-francesco-sirufo/

 

 

Prima riflessione per la Quaresima dell’Arcivescovo Mons. Francesco Sirufo

 

 

Le pietre, il pane e la Parola

 

Carissimi, vi saluto con vero affetto e cristiana comunione.

Dal Mercoledì delle Ceneri è iniziata per noi cristiani cattolici il tempo favorevole della santa Quaresima, che resta a maggior ragione tempo della salvezza, anche e specialmente in questo particolare e grave frangente.  Molti descrivono questi mesi come il “tempo del coronavirus”, noi dobbiamo andare oltre. Se questa temibile epidemia trova la Chiesa pronta a far il proprio dovere sul fronte sanitario e sociale, a noi è richiesto un cammino e una risposta molto più profonda e impegnativa.

La cenere che abbiamo cosparso sul capo quest’anno non è stato soltanto un rito liturgico evocativo, ma si sta rivelando un’efficace profezia; il “convèrtiti e credi al vangelo”, che il sacerdote in quel momento ci ha detto, non era solo la citazione di un versetto evangelico, ma una chiara rivelazione; l’espressione liturgica e biblica “polvere sei e polvere diventerai” che abbiamo sentita, oltre a un monito morale, si sta concretizzando in una situazione esistenziale e attuale, nella fragilità e debolezza umana, nonostante il progresso delle conoscenze scientifiche e tecniche, che sono un dono divino che non dobbiamo deprezzare e boicottare.

La tecnoscienza tanto avanzata sta fronteggiando l’emergenza, ma non basta, e deve fare i conti con l’imponderabile e con il limite. I grandi interrogativi dell’umanità si affacciano al nostro animo e alla mente in maniera preponderante e inarrestabile. L’uomo è tenuto sempre a cercare e a dare delle risposte di senso e di orientamento, non gli basta sapere come si presenta il virus, come si propaga e quali precauzioni o come si può curare l’ammalato e a che punto siamo con la statistica e le previsioni: anche questo. Ma le domande dell’uomo sono anche altre. Perché è così? Perché proprio adesso? Perché a me o perché ad un altro? Perché in tutto il mondo, anche vicino casa, e non sempre altrove, presso i soliti popoli poveri e indigenti? Perché le malattie, l’anzianità così fragile? Perché la vita e perché la morte? E che c’è dopo? Il nulla? qualcosa o Qualcuno? Emerge imperiosamente un nome dimenticato o emarginato: Dio, il Signore… Cristo suo Figlio. Allora viene in mente che esiste la preghiera, il silenzio, la sua Parola, i Sacramenti che non possiamo ricevere per lungo tempo, la Messa pubblica che non c’è più e per settimane, le chiese aperte ma da evitare per pericolo di affollamento… Che Quaresima è? per quale Pasqua quest’anno?

Carissimi, le risposte ci sono e sono tutte lì: nella Parola di Dio che comunque accompagna i nostri passi come lampada e luce sul nostro cammino.  Stiamo vivendo le tre tentazioni di cui abbiamo ascoltato l’annuncio nella prima Domenica quaresimale.

Per adesso vorrei meditare con voi la prima. Quella delle pietre che potrebbero diventare pane, e Gesù che ci annuncia: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. E’ ora sospeso il pane della vita frenetica, delle giornate immerse nel frastuono cittadino, delle relazioni innumerevoli banali e fugaci, del divertimento continuo come un interminabile carnevale, delle distrazioni e delle evasioni, dello stile di una dolce vita senza doveri e senza impegno: questo pane adesso è sospeso. Ci ritroviamo nel deserto, soli con noi stessi o al massimo con le persone di famiglia, con cui ci si vedeva poche volte al giorno tra cellulari, televisione e social. Adesso, per settimane, resta la nostra coscienza e la parola di Dio.

Dio ha permesso il segnale dell’epidemia, ma ancor più sta offrendo un segnale più sottile, quello di una Quaresima che nessuno più faceva da decenni. Oltre al pane comprato in fretta nei negozi rimasti aperti e da consumare solo in casa, ci sta offrendo la possibilità di cogliere un altro segnale, un altro cibo, quello di ascoltarlo. “Questi è il mio Figlio, l’amato, ascoltatelo!”, abbiamo sentito proclamare a Messa, Domenica scorsa, II di Quaresima, per chi vi ha partecipato. “Ascoltami!… Ascoltatelo!”: è l’invito di Dio più frequente a suo riguardo e nel donarci il Figlio. Ascoltare significa amare. Ascoltarlo… e purtroppo ora neppure nelle chiese, ma nel nostro cuore, nelle famiglie, quasi che quel vangelo “chiuditi nella tua camera”, che abbiamo sentito distrattamente alle Ceneri, d’un tratto è diventato cosi reale da stupirci e disorientarci. C’è nelle case, in un luogo dimenticato, la Bibbia o almeno l’estratto dei Vangeli, potremmo riprendere e ascoltare finalmente qualcosa di Dio, personalmente o, sorprendentemente, tra coniugi e con i figli. Da anni stiamo dicendo che in famiglia inizia l’esperienza e la trasmissione della fede: ci siamo riusciti in pochi. Adesso Dio ci dà il segnale, attingendo da un’emergenza: pregare in famiglia, con le preghiere quaresimali e pasquali, con la lettura attenta della S. Scrittura, magari seguendo il lezionario liturgico giorno per giorno (basta cliccare “letture di oggi”), con le Lodi e i Vespri, con le orazioni tradizionali del mattino e della sera. Perché non riprendere la preghiera del rosario, della via crucis, di altre devozioni significative? Perché non ricominciare una vera devozione e sentirci uniti alla Madonna e ai Santi, nostri cari fratelli e sorelle che sempre ci assistono dal cielo con la loro intercessione? Perché non riprendere in famiglia, pregando per loro, il ricordo dei nostri cari defunti, in un tempo in cui i nipoti dimenticano ben presto i loro nonni e a volte perfino i figli i propri genitori passati all’eternità. Già, l’eternità: fa capolino anche quest’altra parola rimossa, nella cultura dominante e asfissiante del “cogli l’attimo fuggente”!

I media si affannano a suggerire cosa bisogna fare per occupare il tempo di questa sosta forzata, noi suggeriamo di fare seriamente la Quaresima per una Pasqua che quest’anno sarà e dovrà essere certamente, e finalmente, diversa. Quaresima dunque. Ne avevamo dimenticato persino il nome, adesso abbiamo imparato in milioni di persone il termine quarantena, che ha la stessa origine etimologica e lo stesso rigore.  Stiamo comprendendo meglio cosa significano anche le penitenze pubbliche che la Chiesa, seppur con l’attuale parsimonia, ci indica in questo tempo: il digiuno e l’astinenza, cioè allenamento esteriore che ci sprona a ben altre rinunce, ossia quelle interiori della rinuncia al peccato, ai vizi, all’adorazione dell’io e dei piaceri, in tutti gli ambiti e in tutti i sensi.

Speriamo con tutto il cuore che le pietre interiori dell’indifferenza e della chiusura diventino, questo sì, desiderio ardente del Pane eucaristico e pane di carità e di fraternità per tutti coloro che hanno fame e sete di giustizia. Grazie, Signore, che profitti degli eventi terreni, anche dolorosi e misteriosi, per guidarci come Padre amorevole, pur permettendo e introducendoci nelle prove, ma sempre tenendo in braccio le nostre anime come “bimbi svezzati”.

Carissimi fratelli e sorelle, piccoli e grandi, noi sacerdoti stiamo celebrando e pregando per tutti voi ogni giorno. Lo faremo anche la prossima Domenica III di questa Quaresima, seppure anche noi “nel segreto della nostra camera”. Unitevi a noi nella preghiera e nella comunione spirituale, uniamoci agli anziani e ai sofferenti di ogni malattia, purifichiamoci e convertiamoci di più all’amore del Signore, da cui scaturisce il vero amore per il prossimo. Io, vostro vescovo e con voi cristiano, Domenica prossima celebrerò la S. Messa nella cappellina dell’episcopio, come spesso accade, e guardandovi da Acerenza, sui monti e nei pianori, starò ad ascoltare il Figlio di Dio, l’Amatissimo, nell’adorazione eucaristica per tutta la giornata, invocando per me, indegno suo servo, e per voi ogni bene in quest’ora difficile e silenziosa, ma che tanto ci coinvolge e ci parla. Grazie.

Acerenza, 12 marzo 2020                                                                  +Francesco

PRIMA RIFLESSIONE DI QUARESIMA

SUPPLICA ALLA VERGINE MARIA

CIRO FANELLI VESCOVO DI MELFI –RAPOLLA-VENOSA   SUPPLICA ALLA VERGINE MARIA nei giorni dell’epidemia del coronavirus   Fratelli e sorelle, in questi giorni dell’ epidemia del coronavirus, la nostra preghiera a Maria Santissima, Aiuto dei cristiani, deve farsi più intensa e corale divenendo quasi una novena permanente. A voi tutti consegno questa supplica alla Vergine Maria per impetrare da Lei il dono della liberazione e … Continua a leggere SUPPLICA ALLA VERGINE MARIA »

https://www.diocesimelfi.it/supplica-alla-vergine-maria/

In preghiera per il Paese

In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo … Continua a leggere In preghiera per il Paese »

https://www.diocesimelfi.it/in-preghiera-per-il-paese/

SUL “MONTE” PER INVOCARE LA PROTEZIONE DEL SIGNORE

L’invito a tutti i sacerdoti dell’Arcidiocesi di Acerenza a celebrare in privato la Santa Messa, coprendo tutto l’arco della giornata della domenica. Il Vicario Generale ha esortato i sacerdoti della Diocesi sul gruppo Whatsapp del presbiterio diocesano con le seguenti … Continua SUL “MONTE” PER INVOCARE LA PROTEZIONE DEL SIGNORE »

http://www.diocesiacerenza.it/site/2020/03/11/sul-monte-per-invocare-la-protezione-del-signore/

L’invito a tutti i sacerdoti dell’Arcidiocesi di Acerenza a celebrare in privato la Santa Messa, coprendo tutto l’arco della giornata della domenica.

Il Vicario Generale ha esortato i sacerdoti della Diocesi sul gruppo Whatsapp del presbiterio diocesano con le seguenti parole:

 

In questi giorni di emergenza, siamo invitati a stare sul “monte” a pregare per invocare la protezione del Signore su tutto il popolo e in riparazione dei peccati. L’intercessione per i nostri fratelli è il primo ministero di prossimità che siamo chiamati ad esprimere in questo particolare momento. A tal proposito invito i sacerdoti, per domenica 15 e le prossime domeniche, a celebrare le sante messe private coprendo l’intero arco della giornata dalle 6.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 20.00 per favorire la comunione spirituale di tutti i fedeli.
Invito a comunicare l’orario scelto tramite messaggio in modo da poterlo inserire sul sito della Diocesi.
Con sentimenti di stima ed in comunione di preghiera

Riportiamo di seguito gli orari scelti dai parroci perché chiunque, spiritualmente, possa sentirsi in comunione

SAN CHIRICO N. ORE 06,00

BANZI ORE 07,30

BRINDISI MONTAGNA ORE 08,00

LAURENZANA ORE 08,00

EPISCOPIO ORE 08,30

TRIVIGNO ORE 09,00

PIETRAGALLA ORE 10,00

CALVELLO ORE 11,00

CASTELMEZZANO ORE 11,00

VAGLIO B. ORE 11,00

PALAZZO SAN GERVASIO – SAN NICOLA ORE 11,00

SAN GIORGIO ORE 11,15

PIETRAPERTOSA ORE 11,30

TOLVE ORE 12,00

ACERENZA ORE 16,00

ANZI ORE 15,00

PALAZZO SAN GERVASIO – CROCIFISSO ORE 17,00

GENZANO DI L. –  SAN MICHELE ORE 17,30

OPPIDO L. ORE 18,00

GENZANO DI L. – SANTA MARIA DELLA PLATEA E MARIA SS DELLE GRAZIE ORE 18,30

CANCELLARA ORE 19,00

 

 

La lettera del Vescovo Orofino alla Diocesi di Tursi-Lagonegro

Al Popolo di Dio che è in Tursi – Lagonegro Carissimi, in questo momento così delicato per la nostra cara Italia a causa della triste vicenda del “coronavirus”, desidero offrirvi alcune riflessioni con l’intento di accompagnarvi spiritualmente con affetto paterno e premura pastorale. 1. Il Governo italiano, domenica 8 marzo, ha stabilito che fino al 3 aprile “sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi … Continua a leggere La lettera del Vescovo Orofino alla Diocesi di Tursi-Lagonegro »

https://www.diocesitursi.it/la-lettera-del-vescovo-orofino-alla-diocesi-di-tursi-lagonegro/