Lettera di Papa Leone XIV per il terzo centenario di San Gerardo Maiella

“La volontà di Dio come una sinfonia di salvezza” Papa Leone XIV scrive ai Vescovi di Basilicata in occasione del Terzo Centenario dalla nascita di san Gerardo Maiella. Con una Lettera pontificia indirizzata all’Arcivescovo Metropolita di Potenza e Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata il Pontefice ricorda la figura di san Gerardo e lo indica ancora oggi modello di santità cristiana per i giovani e per il popolo lucano. Mons. Carbonaro a nome dei Vescovi di Basilicata esprime la gratitudine al Santo Padre: “Per l’attenzione avuta nei confronti delle nostre Chiese. Il Magistero del Successore di Pietro, è sempre uno sprone perché la bellezza che risplende nella nobile figura di san Gerardo, figlio di questa terra, ci rafforzi nel cammino comune di riscatto evangelico e di profezia per le nostre genti”.

 

Ai cari Fratelli nellEpiscopato, ai Sacerdoti,

alle Persone consacrate e ai fedeli laici

delle CHIESE DI BASILICATA

Trecento anni fa, nel cuore della Basilicata, a Muro Lucano, sbocciava un fiore di santità che avrebbe profumato la Chiesa intera: Gerardo Maiella, patrono di codesta Regione e dei giovani lucani. Egli è stato un umile religioso redentorista che ha saputo leggere il Vangelo con gli occhi dei piccoli e dei poveri. Celebrare questa fausta ricorrenza e il contestuale Anno giubilare Gerardino significa, per tutti voi, riscoprire che la santità non è un traguardo per pochi eletti, ma vocazione di tutti i battezzati. La sua esperienza esistenziale, segnata da percorsi interiori, rivelazioni mistiche e azioni taumaturgiche, manifesta la ricchezza della grazia in una vita che si consegna totalmente a Dio, con semplicità e umiltà, rende viva la Pasqua del Signore Gesù, affascina ancora oggi molta gente, diventando via di evangelizzazione. «Qui si fa la Volontà di Dio». Queste parole che Gerardo scrisse sulla porta della sua cella nel convento di Materdomini (Avellino), dove morì e dove riposano le sue spoglie mortali, rappresentano il cuore del suo messaggio. Si racconta che, pur essendo spesso rapito in estasi, scattasse “come una molla” al minimo cenno del superiore per mettersi al servizio. Egli non ha subito la volontà di Dio come un destino ineluttabile, ma l’ha abbracciata come una sinfonia di salvezza, nella consapevolezza che fare la volontà del Padre non è rinunciare alla propria libertà, ma trovare la pienezza e il senso profondo della vita attraverso l’unione con Lui.

In un’epoca segnata dall’incertezza, dall’autoreferenzialità e dalla ricerca affannosa di autonomia, questo fedele discepolo di Cristo ricorda che la vera libertà si trova nell’adesione al progetto d’amore del Padre.

San Gerardo è universalmente invocato come il Santo protettore delle partorienti e delle mamme. Questo patrocinio nasce dall’animo di chi ha saputo farsi grembo per le sofferenze altrui. Di fronte alla deriva morale in cui la vita umana è spesso minacciata o non accolta, la sua testimonianza richiama anche le comunità della Lucania a essere avamposti di speranza. Si tratta di intensificare le iniziative a sostegno della maternità e delle famiglie in difficoltà. Ogni bambino che nasce possa essere accolto con la stessa gioia con cui Gerardo accoglieva i poveri alla porta del convento.

Mi rivolgo in particolare ai giovani della Basilicata. San Gerardo ha vissuto una giovinezza ardente, segnata da fatiche ma illuminata da una gioia contagiosa. Cari giovani, vi incoraggio a scoprire la bellezza di una vita che, donata agli altri, viene moltiplicata per amore e senza limiti. Non lasciatevi rubare la speranza dalle ombre del precariato o dalla tentazione di abbandonare le vostre radici. Gerardo insegna che si può essere protagonisti di bene nel proprio territorio, modificando la realtà locale con la forza della preghiera, con la solidarietà e la creatività. Siate artefici di un cambiamento locale, nella consapevolezza che le zone periferiche possono trasformarsi in laboratorio di innovazione e di fraternità, facendo rete. È necessario favorire una collaborazione strategica tra diversi attori del territorio – associazioni, cittadini, imprese, realtà educative, istituzioni civili ed ecclesiali – per affrontare insieme problemi complessi in vista di una rigenerazione sociale.

Ho appreso che il Terzo Centenario della nascita di San Gerardo Maiella si presenta come un percorso articolato che accompagnerà fedeli e comunità per un intero anno: celebrazioni liturgiche, convegni, iniziative culturali e momenti di approfondimento. Possa questo Anno Gerardino, nel quale memoria, fede e identità si intrecciano attorno a un Santo tra i più rappresentativi della vostra storia, essere non solo ricorrenza celebrativa, ma occasione per rileggere nel contesto attuale una figura che, nata in un piccolo centro dell’entroterra lucano, ha saputo parlare a generazioni diverse, mantenendo una presenza viva nella devozione e nella cultura del Sud Italia.

Cari fratelli e sorelle, guardate a Gerardo e vedrete la bellezza di un Dio che si china sulle fragilità umane. Egli, che fu chiamato “il pazzarello di Dio”, interceda per voi affinché sappiate vivere con quella follia d’amore evangelico che sola può cambiare il mondo. Affido tutti voi alla protezione della Vergine Maria, che San Gerardo amò con tenerezza filiale, e di cuore vi imparto la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 23 aprile 2026