L’urgenza di una Chiesa missionaria, accogliente, capace di dialogare e di tessere fraternità in un tempo di polarizzazioni e di fratture è stata la cornice entro cui si è svolta a Roma, dal 23 al 25 marzo, la sessione primaverile del Consiglio Episcopale Permanente, sotto la guida del Cardinale Presidente Matteo Zuppi. Nel confronto tra i Vescovi è emersa con chiarezza la coscienza di un tempo attraversato da ferite profonde: i conflitti che insanguinano diverse regioni del mondo, l’indebolimento del diritto internazionale, le divisioni che lacerano il tessuto civile, la fatica delle comunità e la sete di speranza, soprattutto tra i più giovani. In questo quadro, i Presuli hanno ribadito la responsabilità della Chiesa in Italia ad annunciare il Vangelo con mitezza e chiarezza con uno stile di prossimità, fraternità e ascolto.
Le ferite del mondo e l’urgenza della pace
Accogliendo gli spunti offerti dal Cardinale Presidente, i Vescovi hanno rinnovato la loro vicinanza alle Chiese del Medio Oriente, segnate dalla violenza, dall’insicurezza e dalla paura. Hanno condiviso la preoccupazione per uno scenario internazionale in cui la guerra continua a presentarsi come strumento ordinario di risoluzione delle controversie, con conseguenze drammatiche per intere popolazioni e con ricadute a livello globale, tra cui la crisi energetica che rischia di pesare sulle famiglie e sulle persone più vulnerabili. È stato ribadito con forza che non ci si può assuefare alla guerra né al linguaggio che la giustifica o la banalizza. È emersa, al contrario, la necessità di educare alla pace, di sostenere ogni sforzo diplomatico, di custodire il valore del diritto internazionale e di incentivare il ruolo dell’Europa perché faccia risuonare con maggiore decisione la propria vocazione alla pace, alla libertà, alla giustizia e alla tutela dei diritti. Nel ricordare il compito che le religioni devono avere nel promuovere la fraternità e la riconciliazione tra i popoli, i Vescovi hanno rilanciato il messaggio della recente Nota Educare a una pace disarmata e disarmante, incoraggiando il dialogo oltre che una presa di coscienza sullo scandalo degli armamenti e del riarmo.
In questo orizzonte, i Presuli hanno richiamato l’importanza della Colletta per la Terra Santa del Venerdì Santo, come segno concreto di solidarietà e di comunione ecclesiale.
Comunità orientate alla missione
I Vescovi si sono soffermati a lungo sulla condizione delle comunità cristiane che devono confrontarsi con una società segnata da solitudini, fragilità familiari, domande di senso e nuove forme di povertà materiale e spirituale. È fondamentale – hanno sottolineato – creare comunità vere, capaci di accogliere chi cerca, accompagnare chi si riavvicina alla fede, sostenere i catecumeni, animare la celebrazione liturgica e rendere visibile una carità che non sia ridotta a semplice assistenza. A fronte di una sempre più evidente e diffusa fame di comunità, si registra tuttavia la fatica di trasformare i bisogni individuali in esperienza condivisa di fede, speranza e carità. Per questo, i Presuli hanno rilevato l’importanza di una creatività pastorale che rafforzi il tessuto comunitario, valorizzi la corresponsabilità battesimale e sostenga con maggiore cura il ministero ordinato. In tal senso hanno manifestato vicinanza e gratitudine ai sacerdoti chiamati a un carico pastorale notevole a causa delle odierne trasformazioni che coinvolgono anche il vissuto ecclesiale.
Uno sguardo particolare è stato rivolto alle giovani generazioni, spesso caratterizzate da inquietudine, precarietà e difficoltà a immaginare il futuro, ma bisognose e desiderose di parole credibili, di adulti autorevoli e di una presenza ecclesiale capace di accompagnare, orientare e offrire ragioni di speranza davanti alle prove del presente.
Riconciliazione, dialogo, unità
In un contesto sociale e culturale non di rado segnato da contrapposizioni esasperate, i Vescovi hanno richiamato il valore dell’unità come tratto costitutivo della vita ecclesiale e come testimonianza necessaria anche per la società. Hanno ribadito, richiamando l’Introduzione del Cardinale Presidente, che la Chiesa è chiamata a percorrere la via della riconciliazione, a mettere da parte ciò che divide, a promuovere il dialogo e a custodire uno stile di incontro, pazienza e libertà interiore. Tale atteggiamento, hanno osservato, non indebolisce la verità del Vangelo, ma la rende più prossima, ospitale e credibile. Per questo, la Chiesa è chiamata a presentarsi nella vita del Paese come presenza viva e libera, pronta a collaborare al bene comune, senza ridursi a logiche di schieramento e senza rinunciare alla propria libertà di parola quando sono in gioco i principi etici che promuovono la dignità della persona, la giustizia e la pace.
Le Linee di orientamento e il processo di ricezione del Cammino sinodale
Ampio spazio è stato dedicato all’esame delle Linee di orientamento per il cammino delle Chiese in Italia e ad alcune determinazioni per la ricezione del Cammino sinodale, in vista della prossima Assemblea Generale. Nel confronto è emerso l’apprezzamento per un testo che si colloca in continuità con il Documento di sintesi del Cammino sinodale, senza sostituirlo né sovrapporsi al discernimento delle Chiese locali, ma offrendo alcune priorità condivise per il prossimo tratto di cammino.
I Vescovi hanno sottolineato in particolare l’esigenza di una conversione missionaria, la centralità della trasmissione della fede, il rilievo della corresponsabilità ecclesiale e la necessità di individuare strumenti, tempi e momenti di verifica comuni. In tale prospettiva, alcune priorità chiedono un’attenzione particolare anche a livello nazionale, tra cui l’iniziazione cristiana, la missione e la pace.
A fare da filo conduttore al testo sono la consapevolezza che la fede non può essere più data per scontata e la conseguente percezione che la società non fa più normalmente riferimento al Vangelo. Per rispondere a tali sfide, tra le linee di azione vengono individuate un annuncio che faciliti il rapporto personale con la fede, la riconnessione dell’impegno caritativo-sociale con la fede professata, la ricerca di modelli di presenza della Chiesa sul territorio volta a rendere le comunità cristiane sempre più luoghi di autentica esperienza ecclesiale, la formazione permanente e l’iniziazione cristiana, la revisione di alcuni aspetti strutturali in ordine a una maggiore collegialità e a una missionarietà più concreta.
Iniziazione cristiana e identità dei padrini e delle madrine
Sulla scia di tale percorso, i Vescovi hanno deciso di affidare lo studio della revisione del percorso d’iniziazione cristiana alla Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi.
Hanno anche approvato il documento che offre le linee fondamentali sull’identità dei padrini e delle madrine: si tratta di un testo che, alla luce dei cambiamenti in atto, presenta queste figure come “ponte” e “raccordo” tra famiglia e comunità, nel cammino di trasmissione dell’umano e di crescita della vita cristiana.
Alle Conferenze Episcopali Regionali verrà trasmesso il documento insieme a una Traccia per un itinerario pastorale condiviso che possa favorire l’adattamento ai diversi contesti locali.
Comunicazioni
Distinte comunicazioni hanno riguardato il XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale (Orvieto 2027): l’apposito Comitato, costituito nelle scorse settimane e presieduto da Mons. Gualtiero Sigismondi, Vescovo di Orvieto-Todi, si è riunito nei primi giorni di marzo avviando una riflessione sulla scelta del tema e sulle ipotesi di celebrazione dell’appuntamento; lo stato di avanzamento del progetto di revisione della Liturgia delle Ore, illustrando i lavori svolti nel corso dell’ultimo anno. I Vescovi hanno condiviso il percorso avviato, chiedendo di proseguire nell’opera con i criteri finora adottati.
È stata dunque esaminata la proposta, avanzata da un comitato, di eleggere il Beato Rosario Livatino a Patrono dei magistrati: dopo il placet del Consiglio Permanente, l’istanza, secondo la procedura vigente, sarà ora presa in esame dalla prossima Assemblea Generale in vista della successiva conferma da parte del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Nell’accogliere la proposta, i Vescovi hanno sottolineato l’attualità del messaggio di Livatino, secondo quando espresso nel decreto sul suo martirio: è stato “ucciso dalla violenza di vere e proprie ‘strutture di peccato’ di stampo mafioso, i cui esponenti furono mossi dall’odio per la fede di questo giovane uomo desideroso di giustizia, ossia di questo giudice cristiano che tanto amava il Signore”.
Varie
Ordo Viduarum. I Vescovi si sono soffermati sulle esperienze di Ordo Viduarum presenti nelle Diocesi italiane, esprimendo gratitudine alle vedove che compiono tale scelta ecclesiale. Da qui alcune decisioni: innanzitutto, affidare alle Commissioni Episcopali per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi; per il clero e la vita consacrata; per il laicato; e per la liturgia, oltre che al Consiglio per gli Affari giuridici, gli opportuni approfondimenti circa il nucleo del carisma di questo particolare Ordo, la dinamica vocazionale, le caratteristiche della forma di vita e i suoi risvolti canonistici. In secondo luogo, valorizzare l’esperienza e l’opera del Gruppo di coordinamento, ferme restando le competenze dei Vescovi diocesani. Infine, approntare una proposta rituale provvisoria dell’Ufficio Liturgico Nazionale, la quale possa indicare alcune linee comuni.
Settimane Sociali. Il Consiglio Permanente ha approvato la modifica dell’art. 4 dell’attuale Regolamento del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici in Italia, portando la durata del mandato da sei a cinque anni. Il nuovo testo recita: “Il Comitato rimane in carica cinque anni. Il Consiglio Episcopale Permanente provvede alle surroghe che si rendono eventualmente necessarie”. Tale variazione entra in vigore immediatamente.
Materie economiche. I Vescovi hanno approvato un documento dal titolo Gestione dei fondi 8xmille nella Chiesa cattolica. Principi normativi, criteri pastorali, responsabilità amministrativa e rendicontazione. Il testo si articola attorno a quattro principi cardine – trasparenza, rendicontabilità, tracciabilità e comunicabilità – che costituiscono non solo requisiti tecnico-amministrativi, ma espressione concreta dello stile sinodale nella gestione dei beni destinati alla missione della Chiesa. L’obiettivo è offrire alle Diocesi un modello uniforme e aggiornato per la gestione dei fondi 8xmille. Approvato anche l’aggiornamento delle Linee guida della Conferenza Episcopale Italiana in materia di investimenti etici e sostenibili: la revisione, non semplicemente di natura tecnica, recepisce le indicazioni del Sinodo universale e del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. Il documento aggiornato si propone come strumento di discernimento comunitario per le Diocesi, integrando i principi della Dottrina sociale della Chiesa con le sfide della sostenibilità integrale.
È proseguita, inoltre, la riflessione sull’efficienza degli Istituti diocesani o interdiocesani per il sostentamento del clero.
Adempimenti
A conclusione del quinquennio 2021-2026 sono state approvate le relazioni sulle attività delle dodici Commissioni Episcopali che terminano il loro mandato. Tali relazioni illustrano gli obiettivi raggiunti e rappresentano, al contempo, una consegna per le Commissioni future. Nel confronto in Consiglio Permanente sono stati ribaditi i compiti di studio, proposta e animazione che lo Statuto della CEI affida alle Commissioni; è stato suggerito che nella loro composizione vengano coinvolti i Vescovi che nelle Regioni già seguono quel determinato settore pastorale; sono state sottolineate le difficoltà spesso sperimentate nel portare avanti il lavoro con continuità e fruttuosità.
Il Cardinale Presidente ha espresso la riconoscenza dell’intero Episcopato ai Presidenti delle Commissioni, nonché al Vice-Presidente Mons. Erio Castellucci, Arcivescovo Abate di Modena – Nonantola e Vescovo di Carpi, che a maggio concluderanno il loro servizio.
Nel corso dei lavori, il Consiglio Episcopale Permanente ha approvato il programma dell’82ª Assemblea Generale (Roma, 25-28 maggio 2026), il Messaggio per la Giornata del primo maggio (1° maggio 2026) dal titolo “Il lavoro e l’edificazione della pace” e quello per la 76ª Giornata Nazionale del Ringraziamento, che sarà celebrata l’8 novembre 2026, sul tema “Sguardi di gratitudine e di speranza per le aree interne del Paese”.
Sono state presentate inoltre le proposte di ripartizione dei fondi dell’8xmille per l’anno in corso, la cui approvazione spetterà all’Assemblea Generale.
Il Consiglio ha infine dato il suo assenso al Calendario delle attività della CEI per l’anno pastorale 2026-2027.


